Descrizione
Nei primi decenni del XX secolo si procedette allo spianamento della braida medievale Arcoloniani – superficie tenuta a frutteto, vigneto e ortaggi – e furono tracciate le vie Dante e Carducci a collegamento tra la stazione ferroviaria e il centro cittadino. Sul sito, nel primo Novecento, sorsero numerosi edifici tra i quali la Casa del Fascio, realizzata così come il giardino dall’architetto Ettore Gilberti, che dispose una sorta di giardino-piazza circoscritto, luogo di sosta e di decoro urbano che prevedeva un recinto aperto in cinque accessi, con l’aiuola maggiore detta ‘paniere’. Si utilizzò un impianto misto, formale all’italiana e con la tecnica di figurazione floreale a ‘mosaicultura’. Le specie arbustive – bosso, ligustro, tasso, ginepro – furono foggiate secondo i canoni della topiaria.
Nel 1997, dopo un periodo di progressivo degrado, si procedette al ripristino dell’assetto originario, su progetto dell’architetto Massimo Asquini, realizzato gli allievi giardinieri dell’ENAIP di Udine.