Cos'è
Incontro con Luigi Pellizzoni, Scuola normale superiore di Firenze.
L’idea di giustizia climatica ha assunto rilevanza crescente negli ultimi anni, prefiggendosi una ripartizione equa sia degli impatti derivanti dai cambiamenti climatici sia delle responsabilità legate alle strategie di mitigazione.
Essa deriva quindi dalla convergenza di due temi: quello della giustizia ambientale e quello della crisi climatica. Il primo nasce attorno al 1980 in una dimensione locale: si denuncia il fatto che gruppi e comunità socialmente svantaggiate sono esposte in modo sproporzionato alle conseguenze tossiche dell’industrializzazione. La crisi climatica riformula la questione in termini diversi: chi deve farsi carico dei costi economici e sociali della transizione alla sostenibilità?
L’espressione “giustizia” sembra consegnare la questione alla sfera etica, o giuridica quando i danni ambientali sono perseguibili legalmente. Essa invece ha una portata tecnica e politica: la distribuzione degli oneri della transizione, tra gli Stati e tra le fasce sociali, è strettamente collegata a scelte tecnologiche e politiche da cui dipendono le sue possibilità di successo.
Luigi Pellizzoni insegna Sociologia dell’ambiente e del territorio presso la Scuola Normale Superiore e coordina il gruppo di ricerca “POE-Politics Ontologies Ecologies”. Si occupa di questioni ecologiche e tecnologiche, processi di governance e conflitti. È fra l’altro curatore del volume Introduzione all’ecologia politica (Il Mulino, 2023) e co-curatore dell’Handbook of Critical Environmental Politics (Elgar, 2022). Il libro più recente è Nature, Neoliberalism and New Materialisms: Riding the Ungovernable (Lexington, 2025).
Prenotazione obbligatoria, partecipazione fino a esaurimento posti. Inviare email a info.mfsn@comune.udine.it
A chi è rivolto
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